“I mercati sembrano aver recepito bene gli impegni: bisogna stare attenti a non deluderli”. Così Lorenzo Bini Smaghi, economista e banchiere, in una intervista a La Repubblica. Per Bini Smaghi il Def è un rischio: “l messaggio forte del ministro Giorgetti è che il quadro tendenziale dell’indebitamento – 4,3% di deficit/Pil nel 2024, 3,7% nel 2025 e 3% nel 2026 – è in realtà un obiettivo programmatico, che andrà comunque rispettato”, spiega. E aggiunge: “Se nei prossimi mesi emergeranno indicazioni di minori entrate o maggiori spese rispetto al previsto, verranno compensate interamente con nuove misure perché non si traducano in maggior deficit. Mi sembra un impegno molto forte, ancora non sostanziato da indicazioni concrete che la scadenza elettorale ha probabilmente suggerito di rimandare”. Poi sulla crescita: “Il Def è piuttosto irrealistico. Se si cresce meno del previsto si dovrà compensare con tagli di spesa o aumenti fiscali per non sforare l’obiettivo del deficit. Non giova alla chiarezza la mancanza di dettagli sulle misure aggiuntive. Spero che ci si stia lavorando soprattutto se si vuole trovare spazio dal lato della spesa, sempre più difficile da tagliare rispetto ad aumenti di tasse”.
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