“Abbiamo raggiunto il 2% di spese militari in rapporto al Pil, ma a quel vertice potrebbero chiederci di raggiungere il 3,5%. Nelle condizioni attuali, dovremo aspettare a lungo prima di raggiungere il nuovo obiettivo e questa volta temo che non avremo la possibilità di contrattare una dilazione dei tempi. I dazi, poi, non aiutano l’Europa a investire di più sulla difesa. Le richieste americane, in questo caso, sono in contrasto tra di loro e lo faremo presente”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, che ha preparato con Giorgia Meloni il prossimo vertice Nato. Nel colloquio con la Stampa, Tajani aggiunge sul fatto che la premier non ha voluto aderire al piano europeo per investire nella Difesa scorporando le spese dal patto di Stabilità: “Io sarei favorevole. È sempre utile ottenere maggiore flessibilità”. Ma il tema non è stato affrontato: “La mia, comunque, non è una posizione pregiudiziale. Vorrei discuterne con gli alleati prima della prossima legge di Bilancio. Poi, se la maggioranza non vuole utilizzare questi fondi, mi adeguo, ma io coglierei l’opportunità”.
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