Sui cantieri pubblici incombe la minaccia del caro materiali con il pericolo di frenare la corsa verso i cantieri del Pnrr da chiudere entro l’estate prossima. Come riporta il Sole 24 Ore, secondo i costruttori di Ance, a oggi mancano risorse per circa 2,5 miliardi di euro per coprire le richieste di compensazione già presentate dalle imprese al ministero delle Infrastrutture, relative al periodo che va dalla metà del 2024 a oggi. A questa situazione si aggiunge un ulteriore fronte: per il 2026 serviranno altri 2 miliardi, risorse che dovranno essere previste con la prossima legge di bilancio attraverso una proroga della misura che per i costruttori “è necessaria”. Si tratta “di domande fondate sulle norme in vigore che consentono alle imprese di chiedere l’adeguamento ai nuovi prezzari – spiega la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio -. I costi sono già stati sostenuti e, nel caso del 2024, sono stati inseriti nei bilanci, concorrendo anche alla tassazione”.
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