Produrre elettrodomestici nell’Unione europea è diventato insostenibile a causa di un divario competitivo crescente rispetto ai mercati extra-Ue. E’ quanto illustrato da Electrolux durante il tavolo convocato al Mimit per scongiurare il piano da 1700 licenziamenti in Italia. L’azienda ha spiegato le criticità strutturali che pesano sul comparto, in un quadro di progressiva contrazione della produzione nel Vecchio Continente. Secondo quanto riportato da fonti sindacali, il management ha evidenziato come gli svantaggi nei costi industriali siano ormai strutturali: il prezzo dell’acciaio in Europa risulta superiore del 31% rispetto alla Cina e del 27% rispetto alla Thailandia. Ancora più marcato il divario sul costo dell’energia, che in Europa occidentale tocca i 204 euro/MWh, quasi il doppio rispetto all’Asia (114 euro) e oltre due volte e mezzo rispetto alla Turchia (77 euro). Pesante anche il differenziale sul costo del lavoro, con una retribuzione oraria in Europa occidentale (37 euro) fino a otto volte superiore rispetto ai 5 euro dell’area asiatica. (Segue)
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