“La nostra lista è composta da sei persone che pensiamo siano adatte al board, indipendenti, di grandissima esperienza in finanza, energia, transizione energetica, procedure Esg. Pensiamo vi sia un allineamento tra i profili indicati e i bisogni dell’azienda: con la loro competenza possono dare un valore aggiunto anche nel posizionamento internazionale dell’impresa, che è la più grande società italiana per capitalizzazione di mercato. Non è un atto ostile ma vogliamo aumentare il dialogo con tutti gli stakeholders”. Lo dice Zach Mecelis, fondatore del fondo Covalis, parlando di Enel. Mecelis aggiunge per quanto riguarda la presidenza, indicata per Marco Mazzucchelli come alternativa a Paolo Scaroni, e per l’ad: “Il fatto che non abbiamo indicato un potenziale Ceo significa che non vogliamo fare la rivoluzione. Abbiamo un approccio costruttivo, di dialogo, evolutivo, vogliamo che l’Enel migliori i suoi processi di partecipazione al voto e abbia una governance in linea con le best practice internazionali. Non siamo contro nessuno, se la nostra lista prendesse la maggioranza dei voti potremmo lanciare un processo con il board per trovare il miglior Ceo, incluso Cattaneo”.
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