Nel 2021 si è osservata una graduale e inattesa accelerazione dei prezzi del petrolio e soprattutto del gas; questa tendenza si è intensificata nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Lo rileva la Banca d’Italia nel report ‘Il mercato del lavoro: dati e analisi’. L’impatto del fenomeno sull’occupazione appare al momento contenuto – spiega Bankitalia – grazie anche ai provvedimenti governativi destinati alle imprese caratterizzate da un forte consumo di energia elettrica (cosiddette energivore): in particolare è stato esteso e incentivato il ricorso agli strumenti di integrazione salariale. Nel 2021 le attivazioni nette di posizioni lavorative nei comparti manifatturieri a maggiore intensità energetica1 hanno continuato a crescere in linea con il resto del settore; nei primi mesi del 2022 emergerebbero segnali di un lieve rallentamento. “È verosimile – scrive la Banca d’Italia – ritenere che i settori energivori, ricorrendo alla Cig, stiano aggiustando l’input di lavoro soprattutto attraverso una contrazione delle ore lavorate, salvaguardando al contempo i posti di lavoro: secondo i dati dell’Inps, dall’inizio della pandemia questi comparti assorbivano circa il 15 per cento delle richieste di Cig afferenti alla manifattura; questa quota è salita al 20 per cento nel mese di febbraio superando il 40 per cento in marzo”.
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