Sul gas “non si è ancora cominciato a parlare in maniera effettiva di sanzioni” in Europa, “nel frattempo noi abbiamo diversificato le nostre nuove fonti”. Lo dice il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Festival dell’Economia di Trento. “In questo momento abbiamo diversificato su diversi Paesi dove la nostra azienda nazionale, l’Eni, ha dei giacimenti grandi e importanti – aggiunge -. Abbiamo trovato 25 miliardi di metri cubi di gas, dalla Russia ne importiamo 29 miliardi ogni anno, il ché vuol dire che sostanzialmente abbiamo di fatto portato in pari il fabbisogno, perché i 4 miliardi di differenza saranno un piano di risparmio non draconiano, che dovremo fare comunque perché vogliamo diminuire l’uso del gas”. Dunque “questo nuovo gas arriverà con una curva di crescita: quest’anno qualche miliardo di metri cubi, il prossimo anno 18 milioni e dal 2024 arriverà tutto – spiega -. Possiamo dire che nell’inverno 2024-2025, nel secondo semestre 2024, potremmo essere indipendenti dalle forniture russe, ma la condizione importante è che gli stoccaggi, che si stanno facendo adesso, vengano portati a termine entro fine anno, perché dovremo iniziare l’inverno del 2023 con gli stoccaggi pieni: se così sarà, e ci stiamo avviando seppur con molto lavoro verso questa direzione, non metteremo un cappotto in più”. (Segue)
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