A dieci anni dall’Accordo di Parigi, i finanziamenti bancari complessivi destinati ai combustibili fossili (sia sotto forma di prestiti che di sottoscrizioni) continuano ad aumentare. In termini netti, le prime 65 banche al mondo hanno stanziato 906 miliardi di dollari a favore di aziende del settore dei combustibili fossili nel 2025, con un aumento di quasi l’8% rispetto al 2024. Di questi finanziamenti, 508 miliardi di dollari sono andati ad aziende che stanno espandendo lo sviluppo di petrolio, gas e/o carbone, le operazioni relative a oleodotti e Gnl, o nuovi progetti di energia fossile a valle. Lo rileva l’ultimo ‘Banking on climate chaos’ coordinato dal Rainforest Action Network. Si tratta di un aumento di oltre il 27% dei finanziamenti all’espansione in un solo anno. Dal 2016, le più grandi banche del mondo hanno stanziato 8,7 trilioni di dollari in prestiti e sottoscrizioni a favore delle aziende del settore fossile. Se queste banche avessero stanziato la stessa cifra in finanziamenti per una transizione energetica equa nell’ultimo decennio, il mondo oggi sarebbe dimostrabilmente più sano, più equo e più sicuro, e meno esposto agli shock dell’approvvigionamento energetico che caratterizzano gli anni 2020.
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