“Cerchiamo di identificare i settori più colpiti dal rialzo dei prezzi di petrolio e gas, principalmente agricoltura, pesca e trasporto pesante, per cui abbiamo previsto aiuti mirati per tre mesi. Lo Stretto di Hormuz è ancora chiuso, e ci vorrà più tempo per recuperare i livelli di produzione. È fondamentale che ciò che offriamo non sia un aiuto indiscriminato, perché se è generalizzato non c’è alcun senso del rischio nel prezzo, né incentivo all’efficienza e al risparmio”. Così Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea e delegata alla Concorrenza, in una intervista a La Stampa. “Pensare di poter essere competitivi se si dipende da qualcosa che non si produce non ha molto senso. Non possiamo permetterci di perdere la corsa al cleantech, né di costruire basi economiche su qualcosa che non dipende da noi e che è soggetto alla turbolenza della geopolitica. I prezzi dell’elettricità sono più bassi nei Paesi scandinavi, nella penisola iberica e in Francia, che contano su un numero maggiore di ore in cui il prezzo non è determinato dal gas. In Spagna circa per il 15% delle ore è il gas a fissare il prezzo, e vorremmo scendere ancora. In Italia è più dell’80% delle ore. Ed è questo che fa la differenza. Più riduciamo questa dipendenza, meglio è, in termini di accessibilità dell’elettricità, ma anche di autonomia strategica e resilienza dell’intera economia”.
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