“Rivedere l’Ets nel 2026 era nell’iter della norma. Stiamo valutando ciò che è stato raggiunto negli ultimi 20 anni, da quando l’Ets è entrato in vigore nel 2005, e come possa rimanere uno strumento efficace per ridurre le emissioni garantendo la modernizzazione delle nostre industrie”. Lo dice Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione, in un dialogo con La Stampa. Poi aggiunge: “Abbiamo sentito voci contrarie al mantenimento dell’Ets, e penso che sia un grosso errore, perché ha fornito un segnale chiaro ai mercati e agli investitori, neutrale dal punto di vista tecnologico ed equo riguardo a chi paga o chi riceve quote gratuite. Ci sono cose da migliorare, certo, ma sarebbe un grande errore annacquare una misura che sta guidando l’innovazione- Non possiamo uccidere i pionieri. Presenteremo la proposta entro la fine di luglio. L’Ets va di pari passo con il Cbam, perché chi vuole entrare nel mercato unico deve riflettere il prezzo del carbonio nei propri costi, altrimenti le nostre aziende direbbero, cos’è questo”.
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