“Non potendo più attingere alle materie prime in arrivo dal Golfo Persico, e al gas della Russia, dobbiamo concentrarci essenzialmente sul Nord Africa, dove però i costi aumentano come conseguenza delle tensioni geopolitiche. In più, negli ultimi anni si sono portate avanti una serie di politiche che hanno allontanato le raffinerie del diesel dall’Europa, quindi abbiamo difficoltà a gestire gli andamenti dei prezzi. Tutto questo impatta sul carrello della spesa dei cittadini. È evidente che il conflitto con l’Iran è un pugno nello stomaco dell’economia europea, ma io non credo che se domattina ci fosse un accordo con Teheran tornerebbe esattamente tutto come prima. È il sistema europeo che va ristrutturato”. Così a La Stampa Edoardo Eixi, viceministro delle Infrastrutture ed esponente leghista. Rixi poi aggiunge sulla richiesta dell’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi di sospendere il divieto di acquistare gas russo: “È l’unica possibilità che abbiamo, a meno che non si trovino altri giacimenti. L’Europa non può continuare ad affrontare due crisi come quella in Ucraina e quella in Medio Oriente senza rischiare una deindustrializzazione. Noi riteniamo che occorrano deroghe al Patto di Stabilità per attenuare la crisi”.
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