IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
L’Italia accusa il colpo sia da Washington che da Teheran. Se Donald Trump continua a dirsi “deluso” per non aver ricevuto l’ok a un uso senza limitazioni delle basi americane nel Paese, dopo le parole del segretario della Nato l’Iran non si fida più e addita Roma di “complicità negli attacchi”.
Ieri, Mark Rutte ha parlato del supporto ricevuto dai Paesi europei nell’operazione Epic Fury, facendo l’esempio di Roma, che avrebbe fatto decollare dalle basi americane sul suo suolo 500 aerei diretti verso Teheran. “L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate come partecipanti all’aggressione contro l’Iran”, scrive su X il portavoce degli Esteri Esmaeil Baqei, chiedendo spiegazioni sulla “collusione nelle atrocità di massa” commesse “da Stati Uniti e Israele”. Si tratta, sottolinea Baqei, “di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite, una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale”.
“Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran”, chiarisce Giorgia Meloni durante la conferenza stampa del vertice Italia-Francia di Cap d’Antibes. Del resto, evidenzia, “se avessimo partecipato non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso”. Gli impegni sono stati rispettati cedendo le basi per attività che “non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica e quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da quel perimetro, noi non abbiamo concesso l’utilizzo”, ribadisce. “Non so dire come sia emersa questa semplicistica ricostruzione, ma in ogni caso – sottolinea la premier – credo che si debba essere prudenti quando si parla di questa materia”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani telefona all’omologo iraniano Abbas Araghchi per spiegare ancora una volta che l’Italia “non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”. Nel colloquio, il vicepremier chiede anche che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz, favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate: “La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali”, spiega Tajani.
Guido Crosetto richiama politici e stampa a un “senso di responsabilità maggiore” di quello usato negli scontri che non riguardino temi di sicurezza. Perché, denuncia, “le parole a ‘caso’ del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale”. Il ministro della Difesa ribadisce che l’Italia ha sempre agito nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati internazionali e riferisce che i dati tecnici dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio, data di inizio dei bombardamenti americani in Iran, e il 23 giugno 2026 “è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore”.
A Manama intanto il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio vede i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo e parlando con i cronisti ribadisce che Trump è “ovviamente molto turbato perché ritiene che non solo l’Italia, ma anche altri Paesi, in un momento in cui ci trovavamo ad affrontare una minaccia non si siano fatti avanti e non abbiano fatto abbastanza. Non c’erano, l’Italia, purtroppo, è tra questi”.
In merito all'ultima polemica sul supporto italiano agli Usa per il Medio Oriente, "Rutte ha…
In merito all'ultima polemica sul supporto italiano agli Usa per il Medio Oriente, "Rutte ha…
"Ora si affronterà la fase 2 con una scelta condivisa da me, dall'amministratore delegato, ci…
"Ora si affronterà la fase 2 con una scelta condivisa da me, dall'amministratore delegato, ci…
"Con Donnarumma ci siamo visti nel mio ufficio stamattina, siamo andati insieme nel mio ufficio…
"In Libano vogliamo costruire una forza multinazionale che discuterà con le forze armate libanesi. Potremo…