In merito alla causa intentata da Greenpeace, Recommon e 12 attivisti nei confronti di Eni, a seguito dell’ordinanza emessa il 21 luglio scorso dalla Corte di Cassazione che ha stabilito la sussistenza della giurisdizione del Tribunale di Roma, Eni ha chiesto la riattivazione del giudizio che le due associazioni avevano chiesto di interrompere circa un anno fa tramite regolamento di giurisdizione. In seguito alla sospensione, spetta alle parti promuovere la riattivazione della controversia che, in assenza di tale iniziativa, entro sei mesi sarebbe estinta. Tramite questo atto Eni conferma la propria volontà di dibattere quanto prima nel contesto rigoroso di un Tribunale le accuse infondate e le dichiarazioni manipolatorie e talvolta mendaci delle due associazioni.
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