Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, sostiene che le conseguenze dell’esplosione di Calenzano sono i pericoli “legati alla ricaduta dei fumi a terra ed è fondamentale monitorare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti come furani e diossine, che persistono a lungo nell’ambiente. Pensiamo alla Terra dei Fuochi dove, a distanza di decenni, le diossine sono ancora presenti nel latte materno. Naturalmente la situazione di Calenzano è completamente diversa”. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “È bene evitare di mangiare frutti o ortaggi raccolti nell’area dell’esplosione, finché non sono terminati i controlli di sicurezza. Inoltre consiglierei di lavare i pavimenti di balconi e terrazzi e, laddove siano stati esposti ai fumi, anche i vestiti”. E ancora: “Nell’immediato sì, è corretto in presenza di un incendio chiudersi in casa o allontanarsi dal luogo colpito. Le mascherine ci proteggono da alcuni inquinanti, ma lasciano passare le particelle più piccole. Tutte queste precauzioni possono durare al massimo alcuni giorni: nel momento in cui Arpat, Protezione civile e autorità sanitarie dichiarano finita l’emergenza, si torna alla vita di prima».
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