In particolare, “nell’aggiornamento del bando sarà richiesto un piano di decarbonizzazione da completarsi in 8 anni e le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 15 settembre. Il Governo e gli enti locali ad oggi non sono in grado di garantire quello che ci era stato prospettato, a causa dei conflitti istituzionali in corso: 3 forni elettrici, polo DRI a Taranto e 1 forno elettrico a Genova, con le necessarie tutele per tutta l’occupazione”. “Dal nostro punto di vista non ci potrà essere nessun percorso di transizione, senza la continuità produttiva e occupazionale. Il lavoro deve essere messo al centro della ripartenza dell’ex Ilva e del percorso di decarbonizzazione, altrimenti il rischio concreto è che ci sia una desertificazione industriale e di conseguenza non si risolva il problema ambientale e sociale. Vista la gravità della situazione, risulta necessario un confronto con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, sulla piattforma unitaria di Fim, Fiom, Uilm, per dare una svolta alla vertenza”, conclude.
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