Il presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, ha rappresentato a Bruxelles, incontrando le istituzioni europee, il rischio di un “cortocircuito pericoloso: l’Europa, che già vanta gli standard ambientali e sociali più elevati al mondo e un livello di emissioni pari a un quarto di quello cinese, sta sovraccaricando le proprie imprese di oneri e rigidità regolatorie”. Come riporta il Sole 24 Ore, il risultato “è paradossale – spiega ancora Buzzella -: riduciamo la capacità produttiva interna e importiamo gli stessi prodotti da Paesi con standard più bassi, finendo per esportare lavoro e ricchezza e per ‘importare’ emissioni altrui, mentre la Cina sfiora ormai il 50% della produzione mondiale”. E ancora: “In questa tempesta di crisi sistemica e shock geopolitici, l’Europa deve superare l’approccio ideologico: la transizione ecologica non si fa senza l’industria ed è impossibile senza la chimica. Servono azioni urgenti per garantire la sopravvivenza delle imprese”.
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