Giorgio Costantino, membro del comitato direttivo della Simi, Società italiana di medicina interna, direttore del pronto soccorso del Policlinico di Milano, spiega a Repubblica qual è la prima regola da seguire contro i danni da caldo: “Va evitata l’attività fisica all’aperto, sia per motivi sportivi che per lavoro. Il colpo di calore è rischioso. Si tratta di una reazione dell’organismo, che non controlla la temperatura corporea, con effetti collaterali come sopore, cefalea, perdita di coscienza”. Di fronte a un calo di pressione “meglio prendere un po’ di sale, magari con l’acqua. Non zucchero, che non serve a niente. Per prevenire i cali di pressione vanno evitati anche comportamenti a rischio, come bere alcol”. Ma il vero rischio è che il caldo fa dormire male: “Ed è un problema. A Milano e nei prossimi giorni ci saranno minime di 28-29 gradi. Spesso ci concentriamo sulle temperature massime, ma anche le minime condizionano la vita delle persone. La notte è fondamentale riposare, quindi va bene anche l’aria condizionata, ormai necessaria per gli anziani, anche se purtroppo inquina. La mancanza di sonno crea problemi e talvolta può servire anche riposare di giorno, ma non troppo a lungo”. E ancora: “Il caldo peggiora la vita, ad esempio, a chi è solo, perché aumenta l’isolamento sociale e peggiora le patologie, o a chi ha problemi psichiatrici. Cresce il nervosismo, l’aggressività, la depressione. Poi c’è la questione della disidratazione dell’anziano, un problema diffuso”.
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