“La situazione che viviamo oggi è in realtà ciò che molti dei nostri vicini europei conoscono da anni: sono abituati a cercare compromessi. Noi, invece, siamo abituati ad avere maggioranze assolute. E adesso, in un certo senso, la Francia si normalizza, poiché tutti i nostri vicini — l’Italia, la Germania, ma anche i Paesi Bassi, la Spagna — hanno governi di coalizione. Accanto a questo, resta la continuità dello Stato, incarnata da Emmanuel Macron, presidente della Repubblica da otto anni, e fino al 2027”. Così il ministro (dimissionario) per l’Europa, Benjamin Haddad che rifiuta la definizione di “malato d’Europa”. In un colloquio con il Corriere della Sera spiega: “Abbiamo il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi quarant’anni. Stiamo ancora crescendo, in un clima economico internazionale molto incerto. E la Francia è il Paese più attraente d’Europa quanto agli investimenti esteri grazie alla politica condotta dal 2017: lo si è visto con successi come l’AI Summit o Choose France, ad esempio, qualche mese fa. D’altra parte, sì, dobbiamo ridurre il nostro debito e quindi la nostra spesa pubblica. È per questo che i negoziati sul prossimo bilancio saranno così importanti”. E ancora sulla ‘sentenza’ dell’agenzia di rating Fitch: “Non voglio speculare sulla decisione della agenzia di rating. Ne prenderemo atto, come avviene ogni volta. Ho piena fiducia nella solidità della nostra economia e vorrei ricordare che gli investimenti continuano ad affluire in Francia in settori assolutamente importanti per la nostra sovranità. Abbiamo un Paese in crescita, e una forza lavoro altamente qualificata”.
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