Il gas flaring globale è aumentato vertiginosamente per il secondo anno consecutivo, sprecando circa 63 miliardi di dollari in energia persa e rallentando gli sforzi per gestire le emissioni e aumentare la sicurezza e l’accesso all’energia. Il flaring, la pratica di bruciare gas naturale in eccesso durante le normali attività estrattive del petrolio, ha raggiunto i 151 miliardi di metri cubi nel 2024, con un aumento di 3 mld mc rispetto all’anno precedente e il livello più alto degli ultimi due decenni. Si stima che siano state emesse inutilmente 389 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, di cui 46 milioni provenienti da metano, uno dei gas serra più potenti. Lo segnala l’ultimo ‘Global Gas Flaring Tracker’ annuale della Banca Mondiale.
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