“Quello che mi sorprende è la generale sensazione, non solo da noi ma anche in altri Paesi europei, di aver ormai risolto i problemi della sicurezza energetica con il Repower Eu. Emergenza finita. Intanto la Russia pesa ancora, se teniamo conto anche della quota di gas naturale liquefatto (Gnl), per oltre il 16% delle importazioni europee”. Lo dice Susanna Dorigoni, docente di Economia dell’Energia e dell’Ambiente alle università Bocconi e Bicocca. In un colloquio con il Corriere Economia aggiunge: “Ci stiamo consegnando, in alternativa, a Paesi politicamente instabili. Inoltre siamo concentrati, anche giustamente per carità, sull’obiettivo di neutralità carbonica al 2050, nell’illusione che il gas possa essere tolto dalla tassonomia della transizione già nel 2035. Ancora oggi il 50% della nostra produzione elettrica è generata così, con il gas. Certo, le abbondanti piogge primaverili, grazie all’idroelettrico, hanno temporaneamente abbassato questa percentuale. Ma la verità è che avremo bisogno del gas, compreso quello russo, ancora a lungo”.
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