“Le relazioni tra l’Italia e la Russia nel settore energetico hanno radici profonde e risalgono alla fine degli anni Cinquanta quando furono siglati contratti per la fornitura di greggio. Il gas fu oggetto dei primi accordi alla fine degli anni Sessanta e da lì in poi il volume dell’approvvigionamento è cresciuto
progressivamente. L’affidamento alla Russia quale fornitore principale di gas è coinciso con l’ascesa al potere di Putin ed è riconducibile alle scelte operate in passato da parte di differenti Esecutivi in un contesto internazionale certamente diverso. In ogni caso, gli eventi drammatici di oggi denotano come quell’orientamento abbia oggettivamente sottovalutato il problema della dipendenza energetica e della diversificazione degli approvvigionamenti che si è progressivamente amplificato anche per il considerevole aumento della quota di gas russo registratosi negli anni recenti, dando luogo a uno strumento di pressione che è stato così esercitato dalla potenza russa”. E’ quanto si legge nella premessa della Relazione del Copasir al Parlamento sulle ‘Conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina nell’ambito della sicurezza energetica’, votata questa mattina dai membri del Comitato parlamentare sulla Sicurezza della Repubblica.
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