“Gli investimenti in tecnologie che usano soprattutto combustibili fossili, generano per ogni dollaro investito un reddito compreso fra 0,5 e 0,6 dollari”. Lo dice Mario Noera, docente di Banking and Finance all’Università Bocconi e associato senior sulla finanza sostenibile per il think tank sull’ambiente Ecco. “Le energie verdi invece, proprio perché sono innovative, richiedono molta ricerca e attivano filiere produttive nuove, ne creano uno e mezzo, quindi tre volte tanto”, sottolinea a La Stampa. I riscontri sono chiari: nella Ue i dati mostrano che negli ultimi trent’anni le emissioni nette sono diminuite del 37%, mentre il Pil Ue è cresciuto del 68%. Ma ci sono problemi soprattutto a livello di attivazioni di filiere europee: “Bisogna cambiare la tecnologia e fare in modo che sia circolare: produrre l’acciaio con forni alimentati a elettricità e non a gas, e a sua volta l’elettricità deve provenire da rinnovabili: sono esempi semplici ma non siamo ancora riusciti a renderli realtà”, aggiunge Noera. “Bisogna fare in modo che i trasporti siano alimentati elettricamente o a idrogeno, ma l’idrogeno non è ancora maturo”, evidenzia ancora. E infine una rilfessione sull’energia di uso domestico, tra le prime cause di inquinamento: “Usare le pompe di calore elettriche renderebbe più efficiente il riscaldamento, e l’energia utilizzata dovrebbe essere prodotta con rinnovabili anziché fossili”.
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