In base ai dati raccolti tra il 6 ed il 19 dicembre scorsi, il settore terziario italiano conclude il 2023 segnalando un calo della produzione e del flusso dei nuovi ordini, estendendo perciò a cinque mesi la sequenza di declino dell’attività. Il tasso di contrazione registrato a dicembre ha però indicato solo una marginale contrazione dell’attività. Il calo dei nuovi ordini è lievemente aumentato, mantenendosi però moderato. Grazie all’incremento degli organici, la pressione sulla capacità operativa è ulteriormente diminuita, le aziende hanno infatti indicato il calo più elevato degli ordini in giacenza già raggiunto un’altra volta in 17 mesi.
I prezzi di vendita sono aumentati più rapidamente, nonostante le aziende intervistate abbiano riportato una riduzione dell’inflazione dei costi, che è arrivata a segnare il minimo in 32 mesi.
Con 49.8 a dicembre ed in rialzo da 49.5 di novembre, l’Indice Pmi dell’Attività Terziaria in Italia si è posizionato appena al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0 per il quinto mese consecutivo. Anche se marginale ed il più lento in tre mesi, l’ultimo declino mostra una costante contrazione dell’attività del settore italiano. Secondo quanto riportato dai dati raccolti in sede d’indagine, l’attività è diminuita perché il numero di ordini è rimasto debole.
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