“Il 2026 si apre con un cauto ottimismo, ma con volatilità residua, mentre l’economia globale si adatta alle scosse di assestamento del secondo mandato di Trump. Le tregue tariffarie hanno attenuato i tumulti dello scorso anno senza risolvere le profonde frizioni commerciali, lasciando i mercati a muoversi in uno scenario frammentato, tra blocchi contrapposti e competizione serrata Usa-Cina su tecnologia e risorse”. Lo rileva l’ultimo outlook dell’Investment Institute di UniCredit. “L’approccio incrementale di Washington cela rischi persistenti di interferenze politiche, mentre l’Europa oscilla tra la dipendenza dalla sicurezza americana e i legami economici con Pechino. Lo status di rifugio sicuro del dollaro è sotto esame, l’intelligenza artificiale domina la narrativa e gli investitori devono prepararsi a turbolenze – meno gravi rispetto al 2025, ma lontane dalla calma”. Secondo Edoardo Campanella, chief editor di The Investment Institute, “se il 2025 ha vissuto il terremoto del secondo mandato di Trump, il 2026 sarà l’anno delle scosse di assestamento. L’economia globale tornerà a tremare, seppur con un’intensità molto più contenuta rispetto a quanto visto quest’anno”.
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