“Sono stati fermi per molti anni, gli investimenti in infrastrutture in Italia. Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza i cantieri sono ripartiti, ma bisogna già cominciare a ragionare su dopo il 2026, quando le risorse europee finiranno. Ecco, per questo pensiamo che sia necessario creare in Italia un secondo polo delle costruzioni, che aggreghi competenze, ma anche capacità finanziaria”. Così Paolo Pizzarotti a capo dell’impresa di famiglia. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “In questi anni il primo gruppo Webuild ha fatto molto bene, è cresciuto. Ma, secondo noi, sarebbe utile arrivare a un secondo gruppo intorno ai 5 miliardi. Farebbe bene al Paese”. E ancora. “Siamo allenati a costruire opere complicate, dagli ospedali di Marsiglia e del Kuwait, alla nuova stazione dell’Alta velocità di Firenze, dall’aeroporto e dalle stazioni della metropolitana di Parigi, fino al cantiere attuale di Cortina per le Olimpiadi”.
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