Sono 554.788 gli ettari di superficie colpiti dagli incendi nell’Unione europea e nei Paesi monitorati dal sistema Effis di Copernicus dall’inizio del 2026 al 12 agosto. Il dato è inferiore ai 713.870 ettari registrati alla stessa data del 2025, anno peggiore della serie, ma resta nettamente sopra la media degli ultimi vent’anni, pari a 243.189 ettari. Dall’inizio dell’anno sono stati rilevati 1.620 incendi, contro i 1.697 registrati al 12 agosto 2025. Le condizioni, spiegano gli esperti di Copernicus, restano particolarmente delicate nei prossimi giorni. Secondo le previsioni per il periodo 13-19 agosto, “condizioni di pericolo molto estremo” interesseranno una vasta fascia dell’Europa centro-orientale, dalla Germania e dall’area alpina attraverso la Polonia fino ai Balcani. Situazioni analoghe sono previste anche in alcune aree della Gran Bretagna meridionale, dell’Irlanda, della Francia settentrionale e della Svezia meridionale. Il livello estremo di rischio interesserà anche gran parte della penisola iberica. Un livello da alto a moderato è previsto inoltre nel resto della Turchia e in Nord Africa, mentre la Scandinavia settentrionale e l’estremo nord-est europeo manterranno livelli bassi.
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