“Siamo a un anno dall’apertura dei cantieri, avvenuta nel 2024 dopo un lungo stop e andiamo avanti. L’asse viario non è più promessa, ma una realtà che si muove, un’opera che dovrebbe arrivare a compimento nel novembre 2028”. Così Luigi Roth, presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, in un colloquio con il Corriere della Sera. Roth racconta l’avanzamento di un’opera che “non è solo un’autostrada per spostarsi da Est a Ovest, ma un’autostrada di struttura, perché consente un accesso e un’uscita da un territorio con ricadute molto positive”. Si evidenzia un trend positivo degli utili delle aziende che insistono nell’area di elezione della Pedemontana, in particolare per quelle vicino agli svincoli di immissione. La società costruttrice infatti ha completato la A59 tangenziale di Como, la A60 tangenziale di Varese e il tratto di A36 da Cassano Magnago a Lentate sul Seveso, in esercizio e gestiti dal 2015. Oggi sono in corso di realizzazione le tratte della A36 da Lentate sul Seveso a Vimercate, ed è appena stata approvata la variante dell’ultima tratta, che collegherà Vimercate allo svincolo di Agrate Brianza e alla Tangenziale esterna di Milano. L’opera costa 4,8 miliardi più un finanziamento della Bei di 1,8 miliardi. “Dall’apertura della A36 è nato il 20% di imprese in più perché molte di esse, evidentemente, hanno scelto di insediarsi nei territori della futura Pedemontana. Inoltre è cresciuto leggermente il reddito pro-capite, che in Brianza è già alto di suo: +2% contro il +1,6% degli altri comuni presi in esame dalla ricerca”, dice Roth.
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