“Mi auguro solo che Trump eviti escalation e proclami al più presto il suo ‘mission accomplished'”. Così Paolo Gentili, ex presidente del Consiglio in un dialogo con La Stampa. “Dovrebbe farlo, perché diversamente si materializzerà la terza crisi drammatica in sei anni, dopo il 2020 e il 2022. Anche se la guerra con l’Iran finisse nel giro di pochi giorni, per il ritorno alla normalità ci vorranno mesi. L’Europa ha già perso mezzo punto di crescita e guadagnato l’un per cento di inflazione”, spiega. E aggiunge: “Nell’immediato i rischi sono asimmetrici. I danni peggiori per via del blocco di Hormuz sono per il Giappone e i Paesi asiatici, poi viene l’Europa. In teoria gli Stati Uniti, grazie all’estrazione di greggio da fracking sono autosufficienti, ma non sono immuni: l’aumento del prezzo del gallone di benzina è solo l’inizio. Basta guardare i sondaggi di Trump”. E di fronte a chi dice che questa guerra sia stato anzitutto un regalo a Putin, Gentiloni assicura: “Senza alcun dubbio. Putin sopravvive vendendo gas e petrolio. Non solo: l’Iran ha distratto i media mondiali dalla guerra in Ucraina”. Ma non torneremo a ricomprare gas dalla Russia: “No. Al di là delle opinioni dei supporter nostrani di Putin non c’è alcun motivo per ricostruire la dipendenza da cui l’Europa si era liberata, anzi. Spero che questa crisi metta fine agli scetticismi e ai ritardi sulle energie rinnovabili e magari in futuro sul nucleare”.
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