“Da diversi mesi l’equilibrio energetico si è spostato oltreoceano, verso gli Stati Uniti. Grazie a ENI disponiamo di ottimi contratti, che spaziano dal Nord America fino alle recenti licenze ottenute in Venezuela. Inoltre, l’accordo di luglio 2025 tra Donald Trump e Ursula von der Leyen impegna l’Europa ad acquistare gran parte della propria energia dagli USA per i prossimi tre anni. ENI è stata tra i primi operatori a dare il proprio nulla osta, rendendosi disponibile all’acquisto”. Lo spiega alla Gea Agency Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia. “Tuttavia – sostiene Marsiglia – acquistare dagli Stati Uniti comporta costi completamente diversi rispetto al vantaggio economico garantito dal Medio Oriente o dall’Africa, aree geograficamente molto più vicine a noi. In questo momento il Medio Oriente resta il nostro hub petrolifero principale ma l’industria si sta muovendo con estrema cautela. Siamo in una fase di attesa simile a quella vissuta all’inizio della guerra dei dazi: tutti gli operatori sono fermi. La vera criticità emergerà nei prossimi giorni, quando valuteremo l’effettiva capacità di lavorazione delle raffinerie europee. Il nodo sarà capire quanto greggio è ancora presente nei depositi e quanto ne potrà entrare per garantire la continuità della raffinazione, poiché il ciclo produttivo richiede un flusso costante in entrata e in uscita”, conclude il presidente.
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