“L’Italia, a differenza del resto d’Europa, gode di una posizione parzialmente favorevole grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti attuata dopo il conflitto russo-ucraino: oggi riceviamo flussi significativi da Algeria, Nord Africa, Mozambico e Africa Centrale. Queste forniture ci garantiscono un certo margine di manovra stagionale. Tuttavia, poiché il Qatar è tra i paesi coinvolti dalle tensioni, l’intero indotto GNL che arriva via nave è compromesso”. Lo spiega alla Gea Agency Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia.
Il punto centrale, secondo Marsiglia, “non è solo la possibile mancanza delle nostre forniture dirette. In presenza di conflitti di tali dimensioni, o anche circoscritti come quello a Gaza, le quote di mercato globali di greggio e idrocarburi vengono inevitabilmente ridistribuite. In queste ore è già partita una corsa all’accaparramento: quote di gas destinate a noi potrebbero essere dirottate altrove per esigenze contrattuali. Meno risorsa c’è, più la ‘torta’ deve essere divisa, ed è questo il grande problema di ogni conflitto bellico. Dobbiamo inoltre considerare che, nonostante la crisi russa e la pandemia, l’Italia non ha ancora raggiunto l’indipendenza energetica. Poiché oltre il 95% del nostro fabbisogno dipende dall’estero, ad ogni minimo sussulto geopolitico rischiamo il default o ci troviamo a tremare per la tenuta del sistema”.
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