“In questo momento possiamo attribuire un 50% alla speculazione finanziaria. Se inizialmente la spinta era puramente finanziaria, oggi rimaniamo su questa quota poiché gli eventi” in Iran “sono recenti e le scorte nei depositi, insieme alle petroliere già in viaggio, garantiscono ancora la continuità delle lavorazioni. Non è che in questo momento sia finito tutto: le attività di raffinazione proseguiranno, ma l’aumento del prezzo resta un dato fondamentale”. Lo spiega a GEA Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, rispondendo sulla questione di quanto l’attuale aumento dei prezzi di gas e petrolio sia dettato dalla speculazione finanziaria legata all’incertezza geopolitica rispetto a un reale squilibrio tra domanda e offerta. “Gran parte di ciò che osserviamo oggi – aggiunge – è speculazione finanziaria. In questa fase il mercato si sposterà quasi esclusivamente sull’acquisto di carichi spot: petroliere già in transito nel Mediterraneo che venderanno a prezzi esorbitanti per massimizzare il profitto. In una situazione di tale incertezza, molti saranno costretti ad acquistare a qualsiasi cifra pur di evitare che le raffinerie restino senza prodotto”, termina il presidente.
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