“Sono intervenuta in Commissione Esteri ribadendo la posizione che abbiamo da sempre: siamo sempre stati chiari sulla condanna del brutale regime teocratico di Teheran, Khamenei era un dittatore sanguinario e di certo non ci mancherà. Per noi, però, c’è al contempo un problema”. Così Elly Schlein, segreteria del Pd, in un colloquio con La Stampa. Il problema è che “siamo convinti che gli attacchi militari fatti violando il diritto internazionale e scavalcando ogni sede multilaterale siano pericolosi, un precedente pericoloso, perché allora qual è il criterio? decide Trump? Simpatia personale? In un ordine mondiale ci sono delle regole condivise, non è che qualcuno una mattina può svegliarsi e decidere di bombardare un Paese”. E ancora: “Lo schiacciamento del nostro Paese sull’amministrazione americana ci sta facendo perdere il ruolo di ponte ed interlocutore che abbiamo sempre avuto in Medio Oriente”. Poi Schlein dice: “Come ho già detto, hanno passato anni a raccontare la relazione privilegiata con Trump e poi non sono nemmeno stati informati prima, al punto che il ministro è rimasto bloccato a Dubai”.
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