“La decisione è che le missioni Atlanta e Aspides rimangono con il mandato che hanno. L’auspicio è che si possa rinforzare la presenza di navi militari nel Mar Rosso per aumentare il numero delle fregate che sono già impegnate per garantire la sicurezza del trasporto marittimo attraverso Suez e il Mar Rosso. Senza però cambiare il mandato, quindi senza andare a Hormuz per svolgere operazioni di accompagnamento di petroliere che devono attraversare lo Stretto”. Così Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier. “La missione rimane quella che è”, aggiunge e nel colloquio con il Corriere della Sera poi chiosa. “Non possiamo infilarci nella guerra”. Per Tajani è “essenziale lavorare per consolidare il Fianco Sud dell’Alleanza e la cooperazione in materia di sicurezza con i Paesi del Golfo”. Ok da parte dell’Italia al potenziamento di Aspides, ma per il ministro “devono partecipare tutti i ventisette Paesi Ue, non solo noi”. Per il ministro la sicurezza nello Stretto di Hormuz si deve garantire “attraverso un rafforzamento del dialogo. Bisogna fare tutto ciò che è possibile perché si possa parlare tra americani e iraniani per trovare un accordo che garantisca la libertà di navigazione”.
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