Secondo Istat, nel 2025 la stima della diseguaglianza del reddito primario, misurata dall’indice di Gini, è pari a 47,28%. Dopo i trasferimenti e il prelievo, la diseguaglianza del reddito disponibile equivalente risulta significativamente inferiore e pari a 31,17%. Di fatto, spiega Istat, l’intervento pubblico riduce quindi la diseguaglianza, in termini assoluti, di 16,11 punti percentuali. Nella riduzione delle disparità economiche tra famiglie, l’effetto dei trasferimenti risulta più rilevante (11,45%) rispetto a quello del prelievo contributivo e tributario (4,66%). Prima dell’intervento pubblico, la diseguaglianza dei redditi si conferma significativamente più alta nel Mezzogiorno (49,73%) rispetto al Centro (45,52%) e al Nord (43,29%). L’effetto redistributivo dei trasferimenti e del prelievo sui redditi delle famiglie è più ampio nel Mezzogiorno (oltre 17 punti percentuali). Dopo l’intervento pubblico, permangono diseguaglianze del reddito disponibile tra le aree geografiche, ma con distanze assolute più contenute rispetto a quelle rilevate per il reddito primario.
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