“L’energia dei frangenti ha provocato la perdita di ingenti volumi di spiaggia, causando un arretramento della linea di costa e, in alcune zone, un rimaneggiamento definitivo della geografia del territorio. Si sono inoltre verificati fenomeni di run-up (scavalcamento delle onde) che hanno sormontato le opere di difesa, allagando i tessuti urbani retrostanti, inclusi porti e approdi. Per quantificare l’intensità del fenomeno, basti citare i dati registrati al largo tra Porto Palo e Malta: il 20 gennaio alle ore 14:30, una boa dell’ISPRA ha rilevato diverse onde superiori ai 15 metri, con un picco massimo di 16,66 metri. A ciò si è aggiunto l’impatto di precipitazioni persistenti. Sono stati registrati picchi eccezionali: 570 mm nella provincia di Vibo Valentia; 556 mm nell’Ogliastra (Sardegna); 519 mm nella provincia di Messina. Si tratta di quantitativi di pioggia che normalmente cadono in 7-8 mesi, con tempi di ritorno stimati tra i 200 e i 500 anni”. Così il capo della protezione Civile, Fabio Ciciliano, in audizione sul decreto emergenza maltempo in Commissione Ambiente.
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