“Il cambiamento climatico implica non una modifica costante e definitiva del clima. Parlare dell’aumento della temperatura del pianeta di un grado, un grado e mezzo, non significa, e lo stiamo toccando con mano, che tutto rimane come prima ma con due gradi in più”. Così, contattato da GEA sull’alluvione nelle Marche, il meteorologo Paolo Sottocorona.
“L’inverno viene prepotentemente fuori il parametro di riferimento, il titolo del cambiamento climatico è l’irregolarità, qualcosa che non si può prevedere se non negli ultimi istanti. Quello che prima era normale – spiega – diventa o molto più intenso localmente oppure manca. Da noi per 3 mesi sono mancate le piogge, poi quando c’è il fenomeno temporalesco, normale in questa stagione, esplode. Questo perché c’è un normale contrasto tra temperatura del terreno e l’aria più umida che arriva da un terreno molto caldo e questa è una situazione dal punto di vista meteorologico esplosiva. I temporali alla fine di agosto sono normali. Prima uno su mille era molto più forte, idem per le quantità delle precipitazioni. L’irregolarità fa sì che su mille temporali normali 10, 20 o addirittura 30 siano eccezionalmente forti e questo cambia lo scenario: l’evento raro diventa più frequente, tutto si sballa, porta a un clima decisamente più irregolare. Poi è evidente che non ci saranno 35 gradi a gennaio e -10 ad agosto, però questa strada che era fluida è diventata un sentiero di montagna”.
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