“Almeno finché non ci sarà una de-escalation della crisi tra Israele e Hamas” la situazione in Mar Rosso non potrà migliorare. Lo dice Giuseppe Lertora, ammiraglio della Marina militare, ex comandante della Squadra navale e della Forza marittina europea in Unifil. In una intervista a La Stampa precisa: “La nostra economia, lo sviluppo industriale e il rifornimento energetico sono diretta conseguenza della libera circolazione nel Mar Rosso. Credo dunque che sia importante che il Parlamento abbia dato il via libera e l’ufficialità ad Aspides. Quando la nostra nave è stata attaccata c’è stata una giusta reazione da parte del comando di bordo. Al di là delle regole di ingaggio, che definiscono se l’operazione è offensiva o difensiva, è indiscutibile il diritto di autodifesa di ogni nave”. Continua l’ammiraglio: “Sia il canale di Suez che lo stretto di Hormuz, che dà sul Golfo Persico, sono importanti per l’economia di diversi Stati. Per ora io vedo due attori silenti, la Cina e la Russia. Stanno a guardare senza mosse di un certo rilievo. Nel caso della Cina, probabilmente con la rassicurazione che le navi mercantili non verranno toccate. Mentre il traffico internazionale si è ridotto notevolmente, quello cinese continua a incrementarsi. Ci sono poi altri attori più esposti che potrebbero essere coinvolti”. Ovvero “l’Iran, patria degli sciiti, che fornisce i missili e i droni agli Houthi. L’altro è l’Arabia Saudita, da decenni in guerra con lo Yemen, e in particolare con gli Houthi, perché vuole invece l’egemonia sunnita nel mondo musulmano”.
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