In passato “le guerre scoppiavano per il controllo del petrolio e del gas, ancora rilevantissima ma oggi la disputa è per il controllo di territori nel cui sottosuolo ci sono le materie prime del futuro. Quindi le brame sono su qualche grande isola o su territori che in prospettiva avranno rilevanza strategica, come le terre rare. Mi attendo che, in prospettiva, le tensioni nascano anche per il controllo delle risorse idriche, l’acqua sta diventando sempre di più una risorsa scarsa e rilevante”. Così il governatore della Banca d’Italia al comitato esecutivo dell’Abi a Milano. “Si sta spostando chiaramente il baricentro dell’economia mondiale”, ha aggiunto, e un elemento fondamentale “è la tecnologia, e tutta questa rivoluzione tecnologica per la prima volta sta avvenendo in modo totalmente non cooperativo” fra Paesi. Oggi, ha precisato, “si sta disputando una lotta per la supremazia dei decenni prossimi, da cui l’Europa purtroppo sembra essere fuori. Le potenze che hanno infrastrutture tecnologiche e e capacità di innovazione più elevata stanno competendo per la supremazia, e questa è la mia visione della disputa a cui stiamo assistendo tra Cina e Usa”.
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