I dati forniti dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda confermano una situazione di crisi per le 40mila aziende del comparto tessile-abbigliamento italiano che sono riunite nell’associazione. Di cui otto su 10 si aspettano di chiudere il primo semestre con ricavi stabili o in calo rispetto all’anno scorso. “Ci sono quattro fattori che influenzano negativamente il nostro comparto: i dazi, sebbene l’effetto sia ancora indiretto; l’incertezza che frena gli investimenti; il costo dell’energia che pesa soprattutto sul tessile; la dimensionalità delle nostre imprese che sono piccole. Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo, ma è fondamentale, ora più che mai, che le istituzioni accompagnino questi sforzi con politiche industriali mirate e tempestive”, dice Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, a Il Sole 24 Ore. Secondo Sburlati, ceo del Gruppo Pattern che si occupa di prototipia e produzione per i brand del lusso, “il made in Italy è sotto attacco, un attacco strutturale. Dobbiamo frenare gli episodi di illegalità e la cattiva comunicazione: ci sono state campagne di video su TikTok che lasciavano credere che prodotti fatti in Italia fossero fatti in Cina. Ribaltiamo la situazione”.
“Un lavoro e uno stipendio devono consentire di vivere, non soltanto di resistere fino alla…
“Cresce in Italia la spesa in ricerca e sviluppo, soprattutto nelle Università: un dato che…
“Investire in ricerca e sviluppo significa investire nel futuro del Paese. Per questo desidero esprimere…
"La crescita degli investimenti in Ricerca e sviluppo, con un incremento particolarmente significativo nelle Università,…
"Oltre un anno fa avevo mandato un paper sulla guerra ibrida, che è un nuovo…
"Questo è stato un anno terribile per la guerra di Putin. La linea del fronte…