“Siccità, crisi climatica, poi arriva la neve e il richiamo è troppo forte. Porta all’azzardo”. Lo sostiene Hervé Barmasse, alpinista, guida alpina del Cervino, che vive a Valtournenche, non distante da dove l’enorme valanga ha travolto i due scialpinisti torinesi mentre salivano verso lo Chateau des Dames. In una intervista a La Stampa, Barmasse aggiunge: “Non sarei andato, anche perché non c’era grande visibilità in alto e c’era ancora vento. Quindi anche il discorso assestamento è relativo. Gli impianti di sci più in quota erano chiusi. Mi preme dire che le analisi si fanno sempre dopo sciagure. È giusto, s’impara e si ha uno sguardo differente, ma resta il dolore, l’immenso dispiacere. Per tornare a sabato il bollettino valanghe indicava 4 su una scala di 5 gradi. Con 5 si chiudono le strade, per capirci, con 4 il pericolo è evidente ed è consigliabile scegliere itinerari dove ci sono le guide del posto, oppure sciare al bordo delle piste battute”.
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