“L’Italia è in ritardo sui ritardi”. Così Irene Tinagli, presidente della Commissione problemi economici e monetari del Parlamento europeo. L’esponente del Pd, in una intervista a La Stampa, aggiunge: “La verifica sull’attuazione del Pnrr andava fatta mesi fa. Anche la scelta di modificare la governance ed accentrare i poteri a palazzo Chigi e togliere poteri al Mef, temo abbia provocato più danni che benefici: come può venire in mente di mettere in discussione persone che da tempo seguono i vari progetti e task force già rodate a livello operativo, che peraltro era stato difficile mettere in piedi? È l’Abc di chiunque studi un minimo l’organizzazione ed i processi organizzativi: quando si cambiano le responsabilità poi ci sono periodi anche lunghi in cui nessuno si sente responsabile di nulla. È fisiologico”. Poi Tinagli spiega: “Ancora non è chiaro quale sia il nuovo piano che ha in mente il governo italiano, quali progetti voglia magari togliere e come pensi di riorientare gli investimenti: sicuramente all’interno del Pnrr c’è una certa flessibilità e ci sono i margini per negoziare, però non possiamo continuare a temporeggiare. Il governo è in carica da quasi sette mesi: a quest’ora il piano modificato poteva essere pronto. Come hanno fatto altri paesi”.
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