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Nucleare, Gentile (Ansaldo): Punto di riferimento nel breve e lungo termine per tutti

Il 2025 è stato “un anno di grandi mutamenti su tutti i fronti: il nucleare di oggi, di domani e di dopodomani. Significa che questa fonte sta diventando un punto di riferimento nel breve, medio e lungo termine per il tutto il mondo. Non solo per la Cina, che non ha mai smesso di svilupparlo, o per gli Usa, che hanno ricominciato a pensare d’investirvi, ma anche per l’Europa”, dice Daniela Gentile, da amministratrice delegata di Ansaldo Nucleare. “C’è molta attività nell’Est in particolare, ci sono impianti di grandi dimensioni che andranno a sostituire le fonti fossili e il carbone. Ma anche nei Paesi del Nord, come la Svezia, dove l’utility Vattenfall ha completato uno studio preliminare sulla possibilità di costruire reattori modulari”, spiega nell’intervista a Il Corriere L’Economia. “Una cosa è certa: il nucleare di prossima generazione non si fa da soli. È un percorso lungo e costoso che necessita di partnership. E, a giudicare dalla quantità di impianti previsti nel mondo, la collaborazione sarà necessaria anche sul fronte della supply chain, con un impatto significativo sull’Italia”, aggiunge ancora Gentile, specificando che in Italia ” ci troviamo in un contesto di ripartenza. Ora esiste una legge delega che andrà in Parlamento e si doterà dei suoi decreti attuativi. Ma c’è anche una mobilitazione del settore industriale”. Nello specifico, “Confindustria ha presentato alle Camere un rapporto, elaborato insieme con l’Enea, sulle potenzialità per l’industria italiana degli Smr e degli Amr, i reattori nucleari modulari avanzati. Ne ha evidenziato i benefici, come la sicurezza energetica, il rilancio industriale e la creazione di occupazione”.
In Italia “esistono industrie sempre più interessate a partecipare ai progetti, a partire da quelli sugli impianti già operativi di grandi dimensioni, come i francesi. Un segnale che mi ha colpito è che alla World Nuclear Exhibition di Parigi la rappresentanza italiana è passata dalle 30 unità del 2023 alle 60 del 2025”. Quanto all’opinione pubblica “ci vuole tempo e impegno. Per questo si sta iniziando a parlare anche di come comunicare la svolta italiana: sono stata invitata a una tavola rotonda organizzata da World Energy Council, alla quale partecipava anche il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, su come affrontare questi temi, scardinando i tanti luoghi comuni”.

redazione

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