Il prolungarsi delle difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz manterrà elevati i prezzi del petrolio nei prossimi mesi. È la valutazione dell’Energy Information Administration (Eia) americana contenuta nello ‘Short-Term Energy Outlook’ pubblicato oggi, secondo cui il Brent è atteso a una media di circa 85 dollari al barile nel terzo trimestre del 2026. L’Eia ha rivisto al rialzo rispetto alla precedente previsione di luglio la stima sulla produzione di greggio mediorientale rimasta fuori mercato a causa delle persistenti restrizioni ai transiti attraverso Hormuz. L’agenzia prevede che i vincoli resteranno severi per tutto agosto, mantenendo più bassi i flussi internazionali e riducendo ulteriormente le scorte mondiali di greggio. Secondo l’Eia, la maggior parte della produzione petrolifera della regione dovrebbe tornare vicino ai livelli medi precedenti al conflitto all’inizio del 2027. Tuttavia, alcune interruzioni dovrebbero protrarsi: l’agenzia stima una perdita di circa 600mila barili al giorno che potrebbe continuare per tutto il prossimo anno. Con il progressivo ripristino della produzione e la ricostituzione delle scorte, il prezzo del Brent dovrebbe quindi scendere. L’Eia prevede una media di circa 69 dollari al barile nel 2027.
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