Philip Morris Italia reputa la decisione dell’AGCM, che le ha irrogato una sanzione di 7 milioni di euro per pratica commerciale scorretta, “errata e viziata sotto diversi profili, e intende tutelare la propria posizione in tutte le sedi competenti”. Lo si legge in una nota. Secondo Philip Morris Italia, “le contestazioni dell’Autorità hanno origine da una campagna di tipo istituzionale (‘In Italia per costruire insieme un futuro senza fumo’) focalizzata sulla presenza di lungo corso dell’azienda in Italia, sugli ingenti investimenti realizzati sul territorio nazionale, e sulla filiera integrata del Made in Italy di Philip Morris che conta 44.000 persone e 8000 imprese italiane. Non si tratta di una campagna commerciale rivolta ai consumatori. Nei suoi messaggi di natura commerciale, Philip Morris Italia garantisce sempre informazioni chiare sui rischi, sulla presenza di nicotina e sul divieto di vendita e utilizzo per i minori”. “È paradossale – scrive Philip Morris Italia – che l’AGCM, a cui è richiesto di tutelare i consumatori, contribuisca a creare confusione sui prodotti del tabacco e della nicotina, con una decisione che suggerisce che non vi sia differenza tra prodotti da fumo e quelli non da fumo: un messaggio fuorviante che rischia di scoraggiare i fumatori adulti dall’abbandonare le sigarette tradizionali, con evidenti conseguenze negative. Continueremo a operare nel pieno rispetto della legge e degli standard più elevati di responsabilità verso i consumatori e le istituzioni”.
Le espressioni contestate dall’Autorità, spiega l’azienda, “sono accurate e pienamente conformi alla normativa italiana e alla Direttiva Europea di settore, che utilizza l’espressione ‘smokeless’ (letteralmente ‘senza fumo’) per definire quei prodotti del tabacco che non comportano un processo di combustione, dei quali l’Italia rappresenta il primo produttore ed esportatore a livello mondiale”.
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