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Pil, Gros Pietro (Intesa): Dimezzata stima crescita ma indicatore resta positivo

“Il sistema dell’industria italiana ha attraversato una fase di rafforzamento insperabile all’inizio del secolo. Venivamo da anni in cui le imprese registravano scarsa crescita della produttività, debolezza finanziaria e forte indebitamento. Tutto questo è stato superato: ora sono diventate più forti, flessibili, capaci di reagire rapidamente ai cambiamenti del teatro internazionale. Il livello di indebitamento è basso, la diversificazione dell’export è sia settoriale sia geografica. Il sistema bancario si è rafforzato e ha raggiunto un’elevata patrimonializzazione e la finanza pubblica, pur dovendo fare i conti con un rapporto debito/Pil assai elevato, nel complesso è sotto controllo”. Lo dice Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo. In una intervista a La Stampa aggiunge: “L’Italia, dal punto vista economico, è tra i Paesi europei più esposti, vista l’alta dipendenza dall’energia importata. Per il 2026 gli economisti di Intesa Sanpaolo hanno dimezzato la stima della crescita del Pil, da +0,8 a +0,4 per cento. Nonostante la cautela, però, l’indicatore resta positivo”. Perché “siamo convinti che sapremo reagire. E l’impatto sugli investimenti delle imprese sarà più contenuto: saliranno dell’1,6%, anche se in rallentamento rispetto al 2025”.

redazione

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