“La politica dei dividendi resterà competitiva rispetto al parametro del dividend yeld. Vogliamo che il titolo rimanga appetibile. Finora abbiamo garantito 7 miliardi di dividendi, mantenendo un payout che è del 70%, ossia medio-basso, e non facendo operazioni di buyback. Se ci fosse bisogno di assicurare rendimenti più appetibili c’è, dunque, spazio per poterli aumentare. Nel frattempo, siamo sempre più apprezzati all’estero e in termini di azioni possedute abbiamo ormai più investitori in Europa e negli Stati Uniti che in Italia”. Così Matteo Del fante, amministratore delegato di Poste Italiane. In una intervista a Il Corriere della racconta il suo percorso in Poste Italiane dal 2017: “L’azienda era reduce da un grande lavoro per la quotazione fatta dal precedente management, ma direi che un momento di svolta è stato nel mio primo anno e mezzo. E spiega: “In quel periodo sono stati predisposti due obiettivi fondamentali: portare a bordo il management giusto per questo viaggio e con quel management definire la strategia di medio lungo periodo”. In termini di scelte industriali Del fante rivendica “aver capito e, poi, aver dato seguito con investimenti e focus alla trasformazione digitale. Investire per mantenere l’azienda al passo con le esigenze dei nostri clienti è stata la decisione più importante insieme alla consapevolezza di essere la piattaforma ideale per accompagnare la trasformazione digitale del Paese. In questo senso i numeri hanno finito per darci ragione”. E ancora su Tim: “Serve a completare un’offerta di prodotto che noi già abbiamo nell’ambito delle tlc. Un’opportunità importante per creare sinergie: già trasferendo a Tim il roaming di 5 milioni di nostri clienti generiamo 20 milioni di risparmi per Poste e oltre 100 milioni di ricavi per Tim. Poi ci sono tante altre sinergie come i contratti luce e gas collocati da inizio mese nei negozi di Tim. E ne seguiranno altre nel mercato corporate”.
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