“Il conflitto in Medio Oriente ha causato un aumento significativo dei prezzi globali dell’energia e di altre materie prime, con ripercussioni sui prezzi dei carburanti e delle utenze per le famiglie e effetti indiretti sui costi per le imprese. In precedenza, si era registrata una continua disinflazione dei prezzi e dei salari interni. L’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo sarà più elevata nel breve termine a seguito del nuovo shock economico”. Lo rileva la Banca d’Inghilterra, comunicando di aver lasciato inalterato al 3,75% il tasso d’interesse di riferimento. “La politica monetaria non può influenzare i prezzi globali dell’energia, ma mira a garantire che l’adeguamento economico a tali prezzi avvenga in modo da raggiungere in maniera sostenibile l’obiettivo del 2% – spiega una nota della BoE – Il Comitato di politica monetaria è attento al crescente rischio di pressioni inflazionistiche interne dovute a effetti di secondo livello sulla determinazione dei salari e dei prezzi, rischio che sarà maggiore quanto più a lungo persisteranno prezzi dell’energia elevati”. Il Comitato sta inoltre valutando le implicazioni per l’inflazione dell’indebolimento dell’attività economica che probabilmente deriverà dall’aumento dei costi energetici.
Riprenderà martedì 15 settembre a Palazzo Chigi il confronto tra il Governo e le organizzazioni…
La Corte d’Appello civile di Milano conferma lo stop all’attività produttiva dell’area a caldo dell’ex…
Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti rivede in direzioni diverse le principali stime per il…
La produzione mondiale di riso per il 2026/27 viene ridotta a 533,9 milioni di tonnellate,…
La produzione mondiale di mais e degli altri cereali grossolani per il 2026/27 è stata…
La produzione mondiale di grano per il 2026/27 è stata rivista al rialzo dal Dipartimento…