“Il virus West Nile è apparso per la prima volta in Italia nel 2008. Da allora non è mai andato via.
Zanzare, uccelli, cavalli o uomini: non c’è più stato un anno in cui non l’abbiamo trovato. La sua presenza, anzi, da sporadica è diventata sempre più diffusa”. Così Fabrizio Montarsi che dirige il laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie a Legnaro. In una intervista a Repubblica spiega la diffusione: “Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, in misura minore Piemonte. Negli ultimi anni però il West Nile si è allargato. L’abbiamovisto arrivare in Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania. E ora anche nel Lazio. Il numero dei casi resta in genere costante, poi ogni quattro o cinque anni registriamo un picco di contagi. È avvenuto nel 2013, un po’ nel 2018 e poi di nuovo nel 2022. Non sappiamo perché, forse dipende dalla durata degli anticorpi, e quindi dell’immunità”. E ancora: “Il numero di casi è nella norma. Il ciclo vitale degli insetti però con il riscaldamento del clima tende ad allungarsi. In passato iniziavamo il monitoraggio a fine maggio. Poi ci siamo accorti che le zanzare a quel punto erano già numerose e abbiamo deciso di partire a inizio maggio. Fino all’anno scorso trovavamo i primi insetti positivi al West Nile a luglio. Quest’anno abbiamo iniziato a metà giugno”.
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