Fs sta lavorando alla creazione di una newco alla quale conferire le tratte in uso esclusivo dell’Alta velocità e alcune tratte miste come la direttissima Firenze-Roma. “Confermo che il percorso è partito, ma stiamo proseguendo le valutazioni con il Mef”, dice Stefano Donnarumma, ad di Fs. “Vorrei, però, precisare che questo perimetro resterebbe comunque sotto il controllo delle Ferrovie e potrebbe vedere l’applicazione del metodo Rab (Regulatory asset base) sia a debito che attraverso una compartecipazione in equity. Non c’è ancora una decisione al riguardo anche perché il metodo di finanziamento dovrà essere deciso dall’Authority, ma noi non vogliamo né privatizzare né quotare la società. Stiamo solo strutturando un metodo per finanziare le opere”, spiega nell’intervista a Il Sole 24 Ore. “Per sostenere il modello dovranno essere incrementati i pedaggi pagati dalle imprese ferroviarie che dovrebbero aumentare dagli attuali 6 euro a treno per km fino a circa 12 euro al 2030, restando comunque ben al di sotto dell’asticella europea che è pari a 20 euro”, aggiunge. Il rischio è che ci siano aumenti anche sul prezzo del biglietto finale: “Tale aumento, se arriverà a traguardo e sarà ribaltato sul biglietto pagato dall’utente, non porterà che a un incremento di pochi euro. Sarebbe un adeguamento dei prezzi dovendo garantire servizi migliori”, conclude.
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