“I territori del Donbass — come Kramatorsk e le altre aree — sono molto fortificati. Questa linea di difesa è stata realizzata in modo sistematico a partire dal 2016. È estremamente efficace. Sarebbe una decisione insensata ritirare le truppe da qui. Alle spalle non abbiamo linee di difesa altrettanto solide: dovremmo costruirle da zero, con costi enormi”. Lo dice Alina Frolova, ex viceministro della Difesa e oggi vicepresidente del Centre for Defence Strategies, uno dei think tank ucraini più autorevoli in materia di difesa. In una intervista a Il Sole 24 Ore aggiunge: “Non sono affatto certa che li perderemmo. In secondo luogo, anche se la Russia dovesse avviare un’offensiva di grande portata contro l’agglomerato delle città di Kramatorsk e Slovjansk, sarebbe un’operazione costosissima. Utilizzando le stime basate sulle perdite attuali, subirebbe perdite enormi, fino a 300mila uomini. Dal punto di vista militare è quindi preferibile logorare l’esercito russo mentre tenta di conquistare quest’area piuttosto che abbandonarla e ritrovarsi in condizioni difensive più deboli”. Per tutto questo sarebbe “insensato” abbandonare il Donbass.
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